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IL TEATRO AZIENDA
Nov 18, 2003
Author: Chiara Cariello
IL TEATRO AZIENDA
--- Nascita del teatro azienda ---
Le organizzazioni hanno da tempo occasionalmente utilizzato il teatro in situazioni particolari, come ad esempio role-playing, workshop, parties, presentazioni di prodotti, spettacoli o eventi particolari. Il più recente flusso di ricerca sull’ingresso della tecnica teatrale nel mondo organizzativo ha a che fare con quell’insieme di performances professionali che trattano problemi aziendali, quali conflittualità, cambiamenti organizzativi, relazioni interne, problemi specifici. A cavallo quindi fra il linguaggio teatrale come metafora e il teatro visto nel suo aspetto organizzativo, si è affermato l’utilizzo di quest’ultimo come tecnologia nello studio delle organizzazioni legate al business.
Questo tipo di attività che viene svolta da particolari strutture viene chiamato teatro organizzazionale; la tecnica che presenta si chiama “business theatre” o teatro azienda oppure teatro d’impresa. Questi termini descrivono le tecniche teatrali usate per analizzare, promuovere e supportare situazioni tipicamente critiche del mondo organizzativo, sensibilizzare e stimolare l’ambiente dell’impresa su problematiche specifiche.
L’intervento del teatro organizzazionale nell’azienda quindi è veramente particolare, in quanto non viene utilizzato per insegnare all’attore aziendale a recitare un ruolo, bensì agisce sull’aspetto emozionale, permettendo all’individuo di penetrare meglio in se stesso e di raffrontarsi ai colleghi. I valori del teatro vengono quindi utilizzati per cercare un ordine nuovo, per stimolare creatività.
Il teatro impresa nasce nel 1984 nel Quebec ad opera di Christian Poissonneau; da lì passa in Francia e quindi si diffonde nel resto dell’Europa, in particolare Germania, Inghilterra, Scandinavia. Specialmente in Francia e Germania tale tecnica è molto diffusa e molte organizzazioni lavorano usando correntemente il mezzo teatrale. In Italia è presente da circa cinque anni e la sua diffusione è ancora agli inizi.
Una delle cause dello sviluppo nell’utilizzo di questa tecnologia teatrale è senz’altro il crescente interesse aziendale riguardante le risorse umane (Leplatre, 1996), considerate patrimonio comune.
E’ quindi una pratica in crescita il formare gruppi teatrali che recitano speciali spettacoli di fronte ad una platea scelta, con l’intento di esaminarne i comportamenti sul lavoro. Questo ha portato ad un notevole coinvolgimento di attori, registi, drammaturghi con gli aspetti e i linguaggi delle funzioni organizzative. Metodo comune utilizzato è la stesura di un copione scritto appositamente dopo aver approfondito la conoscenza specifica dell’ambiente organizzazionale. Tali copioni vengono realizzati da professionisti e attori nell’ambiente dell’impresa.
Altri lavori vengono eseguiti sotto forma di spettacoli improvvisati, altri ancora in sessioni in cui gli spettatori possono intervenire nello spettacolo sia dirigendolo sia collaborando con gli altri attori. Le tecniche utilizzate in questi tipi di spettacoli sono principalmente quelle del teatro post-moderno.
Tutte le possibilità del teatro vengono usate per esasperare e forzare i concetti da esprimere. In forma teatrale si riescono a comunicare cose che non sarebbe possibile altrimenti e la costruzione dello spettacolo con la collaborazione di attori e pubblico è molto coinvolgente. Rispetto ai metodi tradizionali d’insegnamento inoltre il teatro permette di accedere ad un numero di persone molto alto con i vantaggi immaginabili.
I produttori di teatro impresa pensano che ciò che accade quotidianamente è un dramma in se stesso ed assumono che i loro metodi siano utili a rivelare e aiutare a cambiare questo dramma (Nasenius, 1986). La loro attenzione particolarmente concentrata sulla vita quotidiana dell’organizzazione si inquadra nella visione sociologica della stessa.
--- Le tecniche del teatro azienda ---
I concetti di base del teatro organizzazionale sono i seguenti:
- degli attori professionisti recitano uno spettacolo teatrale;
- il lavoro “drammatizza” una situazione particolare che riguarda l’organizzazione in questione;
- lo spettacolo è diretto ad un’audience specifica nell’ambiente aziendale, sia a livello manageriale che a livello impiegatizio o a tutti e due;
- l’organizzazione commissiona il lavoro e paga per la produzione.
Tipiche situazioni lavorative drammatizzate sono: conflittualità all’interno dell’organizzazione, fusioni, cambiamenti organizzativi, decisioni da prendere.
Il processo produttivo coinvolge i seguenti passi:
- contatti: l’organizzazione descrive il problema, la struttura che realizza lo spettacolo fa un’offerta e negozia il contratto;
- esplorazione: i realizzatori esaminano il problema in questione e il contesto organizzativo. Vengono usati metodi quali: interviste, analisi di documenti, proposte aziendali ecc…;
- drammatizzazione: si scrive il copione in base alle fasi di analisi fatte in precedenza;
- realizzazione: vengono svolte tutte le attività teatrali che portano allo spettacolo completo: scenografie, costumi, luci, regia e recitazione;
- performance: normalmente lo spettacolo si svolge nell’ambiente dell’organizzazione o in ambiente teatrale opportuno;
- conclusione: incontri, discussioni, riflessioni sui risultati conseguiti.
Il modo in cui la produzione viene realizzata dipende dallo stile della struttura che la presenta, dal tipo di problema e dall’approccio dell’autore del copione.
Lo stile di realizzazione può essere: realistico, naturalistico, melodrammatico, burlesco, assurdo ecc. Il modo di drammatizzazione può essere: concreto, astratto, sotto forma di commedia o dramma.
La struttura realizzatrice deve affrontare quindi tre problematiche specifiche:
- la definizione dell’obiettivo finale dell’organizzazione;
- la professionalità con cui viene realizzato il lavoro;
- le diverse metodologie da usare.
Qualsiasi sia la forma, comunque il teatro impresa ama coinvolgere profondamente gli spettatori e metterli a confronto con conflittualità, modelli comportamentali o crude verità. L’audience è esposta a vedere situazioni usuali recitate da persone sconosciute. In tal modo emozioni e tensioni sono sollecitate. La performance è vista come uno stimolo che si suppone debba portare una risposta prevedibile in termini di adattamento o di nuovi comportamenti. La qualità dello spettacolo realizzato è legata al grado di raggiungimento degli obiettivi.
Il meccanismo che si intende attivare con l’uso del teatro impresa non è quello di semplice stimolo/risposta; le prospettive in cui l’audience è coinvolta sono molto più complesse e la reazione quindi più imprevedibile, sia a livello logico che a livello emozionale.
Gli spettatori aziendali nell’osservare la performance teatrale non si focalizzano primariamente sugli attori e sul lavoro, bensì “osservano il risultato dell’osservazione che hanno fatto altri su di loro” (teoria della doppia osservazione) (Bourdieu, 1992). I membri dell’azienda guardano i loro problemi dall’angolazione che i produttori dello spettacolo hanno usato nell’osservare la loro realtà. Tale osservazione fatta dal palcoscenico mette i primi nella condizione di confrontare la realtà rappresentata con la visione della propria.
Quindi il teatro impresa offre la possibilità di mettere a confronto una realtà quotidiana con una costruita teatralmente. E’ questo meccanismo il nucleo che ci fa capire come il teatro organizzazionale possa influire sui processi del mondo organizzativo (Luhman, 1997). Questa duplicazione della realtà permettere di vederne le prospettive diverse. Nel metterle a confronto e trovandone le differenze viene iniziato un percorso di riflessione. L’osservatore tramite questo confronto si rende conto che la sua visione delle cose potrebbe anche essere diversa. La visione di una realtà costruita teatralmente viene così a “mettere disordine” (Bourdieu, 1992) in quella di tutti i giorni, rendendola meno inevitabile, ossia ponendola in discussione: la duplicazione teatrale quindi introduce alienazione nel consueto modo di pensare, suggerendo possibili alternative.
Il teatro impresa, proponendo ai membri dell’audience una differente prospettiva delle cose, induce ad un esame degli abituali modelli di comportamento e quindi a una “riduzione nella rigidità delle routine quotidiane” (Bourdieu, 1992).
Abbiamo sopra accennato al doppio ordine di osservazione come ad una potenziale efficacia del teatro d’impresa nel coinvolgere emozionalmente le persone in un modo che altre metodologie non riescono a provocare.
Gli eventi teatrali vengono rappresentati davanti ad un auditorio dell’organizzazione e sono disegnati per affrontare specifici problemi organizzativi. Il teatro funge da specchio nella misura di far riflettere lo spettatore e farlo agire. Lo concentra su aspetti ben definiti della situazione e ne ingrandisce i contorni. Ogni aspetto viene evidenziato fuori dal suo contesto con l’intenzione non di farne astrazione, ma di riprodurlo per rifletterci sopra.
Contrariamente ad ogni critica al teatro di poter riprodurre la vita di ogni giorno, lo spettatore apprezza vedersi rappresentato nelle sue azioni quotidiane; la traslazione teatrale dà notevole impatto alle impressioni.
E’ importante ancora sottolineare che l’obiettivo non è lo sviluppo del personale in role-playing. Il management ordina l’evento teatrale non come strumento di influenza comportamentale, ma di riflessione. Esso decide gli argomenti e la forma dello spettacolo e ne prende visione prima che questo venga proposto all’audience.
Le conseguenze del teatro azienda
Gli effetti del teatro azienda nel contesto dell’organizzazione sono molteplici e soggetti a diversi tentativi di identificazione. Già abbiamo accennato all’effetto che si sviluppa nella realizzazione teatrale riguardo alla duplicazione della realtà. L’audience viene coinvolta nella visione del lavoro e dei realizzatori, confronta i propri problemi con quelli rappresentati, può verificare la storia che le si va svolgendo davanti. Questo incoraggia un pensiero critico e una conoscenza del problema comune a tutta la moltitudine degli appartenenti al contesto organizzativo. Ben altre emozioni possono essere provocate con l’eventuale coinvolgimento degli attori aziendali.
Un altro aspetto evidenziato dal teatro impresa è la diretta connessione fra situazioni reali ed eventi rappresentati. Questo porta a rinforzare valori comuni e creare un senso di solidarietà fra i partecipanti all’evento. Tramite la rappresentazione si contribuisce a motivare nelle persone la stessa tensione verso una situazione desiderabile. La rappresentazione drammatizzata può produrre sugli spettatori aziendali tre effetti principali auspicabili, a seconda della metodologia utilizzata, legati al concetto di catarsi (Meisiek-Dabitz, 1999).
Essi sono:
- L’emozione prodotta dal dramma è vista nell’ottica di purificazione, l’audience abbina i problemi presentati nel dramma con le sensazioni proprie, rivive in modo passivo tali situazioni e quindi le dissolve abbinandole alla finzione rappresentata. In altre parole gli spettatori vengono coinvolti emotivamente e cercano di controllare le loro emozioni. Questo processo inizia durante la rappresentazione e prosegue anche dopo. Tale aspetto di dissolvimento nella catarsi si applica principalmente a situazioni con basso grado di partecipazione, cioè con un’audience coinvolta solo a livello di spettatrice, senza intervenire direttamente nello spettacolo.
- Nel caso di attiva partecipazione dell’audience allo spettacolo in veste di attori, si ha quella che Moreno (1979) chiama catarsi “generatrice di creatività”. Rivivendo le proprie esperienze negative nella rappresentazione, l’audience si libera di esse e sviluppa una nuova creatività nel cercare nuove emozioni. Questo aspetto implica il massimo coinvolgimento degli attori.
- Boal (1995) sviluppa dalla sua esperienza acquisita con il forum theatre la terza nozione di catarsi, che egli chiama “motivazione all’azione”. Egli presuppone che quando l’audience si impegna nello spettacolo proponendo soluzioni ai problemi presentati, acquisisce l’esperienza necessaria ad affrontare le problematiche reali future. Questo aspetto si applica a situazioni con un medio livello di coinvolgimento, in quanto gli spettatori si limitano a suggerire agli attori quello che debbono fare dopo una scelta iniziale introduttiva.
--- Le attività di post-evento ---
Il processo messo in moto dallo spettacolo del teatro organizzazionale nelle coscienze individuali non è completo se non viene integrato con adeguate attività ulteriori. A fronte delle diverse possibili forme di interpretazione (improvvisazioni, recite teatrali normali, recite con l’intervento del personale dell’organizzazione) è necessario svolgere attività di post-evento, quali gruppi di discussione, workshop, ecc. E’ importante conoscere quello che accade nell’azienda dopo tale genere di spettacolo e quali sono le conseguenze sociali di questo tipo di intervento.
Come primo impatto dell’evento teatrale sui membri organizzativi si aspetta una reazione emotiva da parte loro. E’ interessante a questo punto verificare le conseguenze dell’evento; a tale proposito è utile conoscere i pareri immediati degli spettatori e dei gruppi di discussione, successivi all’evento stesso. In queste occasioni si ha un’integrazione delle conoscenze precedenti con quelle nuove.
Dopo l’evento teatrale i membri aziendali si confrontano in uno scambio di sensazioni ed emozioni. E’ importante che ci sia questo dialogo relativo alle diverse esperienze; in tal modo si ha un arricchimento della conoscenza dei singoli.
L’evento si collega così direttamente a strutture e aspetti culturali dell’organizzazione. Il processo di scambio sviluppa una conoscenza emotiva comune (Rimè, 1991) sul luogo di lavoro. Attraverso questo aspetto emozionale certe parti dell’evento diventano patrimonio comune dell’organizzazione.
Quindi investigare sullo scambio sociale dopo l’evento teatrale è importante per la valutazione dell’impatto e per la scelta degli argomenti di discussione. Possiamo affermare che l’attività post-evento è altrettanto importante alla riuscita dell’operazione quanto lo spettacolo in se stesso.